|
La
tradizione dell’olio d'oliva a Collazzone
|
La coltura dell’olivo a Collazzone
risale a tempi antichi. Molti sono i documenti e le memorie che
attestano della coltivazione dell’olivo, dell’olio e della presenza
nel territorio dei frantoi: a Paciliano, vicino Gaglietole, sono stati
trovati vasi da magazzino d’epoca romana destinati alla conservazione
dell’olio;a metà quattrocento nella piazza grande di Collazzone
rogiti notarili e affari, specie nella buona stagione, venivano conclusi
su una grande macina da frantoio, posta a terra come se fosse un
tavolino;sempre a Casalalta, invece, nei primissimi anni del
cinquecento, Bartolomeo Pucci, proprietario di molti oliveti nella zona,
fece affrescare una cappella nella chiesa parrocchiale di Santa Maria
Assunta. |
Un oliveto attraversato da una strada
poderale |
| Qualche anno dopo
lo stesso Pucci lascia una ricca eredità alla chiesa,
e tra i beni donati vi sono un pezzo di terra olivato ed un orcio pieno
d’olio; ancora nel settecento i bilanci del castello di Collazzone
erano in attivo per le entrate portate dai due mulini, di cui uno
oleario. |
|
Uliveto sul versante di una collina nei
pressi di Canalicchio
|
Gli olivi, o almeno i loro rami, rientravano tra gli elementi di alcuni
riti propiziatori cui i contadini del territorio sono stati legati fino
agli anni 50 e che, in alcuni casi, praticano ancora oggi: i resti del
ceppo di Natale, carbone e ceneri, conservati come avanzi sacri,
venivano ribruciati assieme al ramoscello d’ulivo benedetto
distribuito il giorno della domenica delle Palme, e un frammento di
candela benedetta il giorno della Candelora per allontanare grandine e
tempesta.
Ad oggi gli ettari coltivati ad olivo nel Comune di Collazzone sono
circa 340, con 67 mila piante di olivo e circa 240 olivicoltori.
|
|
La
produzione media annua di olive è di circa 5.000 q.li, e circa 1.000
q.li di
olio extravergine di oliva. Nel territorio comunale attualmente vi sono
4 frantoi (di cui tre con spremitura a freddo con impianto
tradizionale) per la lavorazione delle olive nel periodo 5
novembre - 20 dicembre di ogni anno.
Il patrimonio olivicolo è tale da poter rientrare nei parametri della D.O.P.
“Umbria” (Denominazione di Origine Protetta) – sottozona “Colli Martani” - con le varietà
“moraiolo”, in alta percentuale, e poi “frantoio” e “leccino".
|
|
Bibliografia
e fonti: |
Dal testo di Rita Boini
G. Comez e F. Orsini -
Collazzone - Venticinque secoli di storia - edito dal Comune di
Collazzone, 1997
Collazzone - A.A. V.V. - Catalogo delle Opere d'Arte - Editore Ediart - Todi -
1999
Canalicchio e la fiaccolata - Ricerca di Paola Patoia e Tito Berti
Nulli |
|